Modelli in vitro ed in vivo

La disponibilità di modelli sperimentali in vivo e in vitro rappresenta uno strumento essenziale per studiare i meccanismi biologici alla base dello sviluppo di malattie e per comprendere aspetti importanti del comportamento delle cellule tumorali, che possono aiutare a disegnare nuove strategie terapeutiche. I ricercatori IIGM hanno costruito una solida esperienza nello stabilizzare modelli sperimentali che possano essere utilizzati nell'ambito di progetti in corso all'interno dell'istituto. I principali campi di applicazione di questi modelli sono attualmente lo studio dei meccanismi biologici e patogenetici alla base dei linfomi e delle leucemie, e la caratterizzazione di sarcomi pediatrici e dell'adulto, nell'ottica di approcci di medicina personalizzata.
Comprendere la complicata rete di interazioni tra cellule tumorali e ospite è la nuova sfida per interrompere i circuiti deregolati dal tumore. A questo scopo, modelli in vitro di colture 3D (es. organoidi, sferoidi) o di co-colture con componenti dello stroma non tumorale, rappresentano valide opportunità per riprodurre in una piastra le interazioni tra cellule e con il microambiente. Parallelamente, la possibilità di trapiantare cellule tumorali umane in topi immunocompromessi (xenotrapianti o patient-derived xenograft, PDX) offre l'opportunità unica di generare degli "avatar" tumorali nel modello murino. Questi modelli non solo permettono di comprendere il contributo dell'ospite alla crescita tumorale in un contesto più fisiologico, e non semplicemente in una piastra, ma sono anche largamente impiegati per studiare l'efficacia di farmaci in modo tumore- e paziente-specifico. Infatti, per esempio, i PDX di linfoma e altri modelli in vivo stabilizzati dai ricercatori dell'IIGM vengono utilizzati nell'ambito di collaborazioni con diverse case farmaceutiche per validare pre-clinicamente nuovi farmaci.

Contatto: Dott.ssa Francesca Arruga (francesca.arruga@iigm.it)