Una "firma microbica" nel cancro del colon-retto

Nuovo articolo su Nature Medicine (Thomas A, et al., PubMed) nato dalla collaborazione tra ricercatori di IIGM, il CIBIO (Università di Trento), il Dipartimento di Informatica dell'Università di Torino e molte alte prestigiose istituzioni nazionali ed internazionali. La ricerca è stata coordinata dal Dr Nicola Segata di CIBIO con il contributo dell'unità di ricerca sul cancro al colon-retto di IIGM di cui è responsabile il Dr Alessio G. Naccarati. Nell'ambito dello studio sono stati analizzati i dati di metagenomica ricavati da un migliaio di campioni fecali di malati e soggetti sani provenienti da nove diverse popolazioni mondiali, tra le quali una coorte di campioni raccolti da Naccarati e colleghi nell'ambito della loro ricerca.
Lo studio ha rivelato la presenza nelle feci di un insieme di batteri "marcatori" (tra cui il Fusobacterium nucleatum, già precedentemente associato al tumore del colon-retto) che presentano profili differenti in soggetti malati o sani, e ne consentono quindi una accurata classificazione.
Ai medesimi risultati è giunto pure un secondo articolo uscito sulla medesima rivista (Wirbel J, et al., PubMed) mediante una differente analisi dei dati di metagenomica.
Inoltre, nello studio si riporta che i microrganismi prevalenti nei soggetti affetti da carcinoma hanno un numero statisticamente più elevato di copie del gene che codifica per l'enzima cutC coinvolto nel metabolismo della colina e nella conseguente produzione di trimetilammina, associata in precedenti studi a un rischio più elevato di cancro del colon-retto.
I risultati di questi studi mostrano che il microbioma rilevato nelle feci è altamente indicativo della presenza del tumore. La "firma microbica" potrebbe quindi essere uno strumento per aumentare l'accuratezza diagnostica in combinazione con altri test comunemente utilizzati come quello del sangue occulto nelle feci.